Google+
Visualizzazione post con etichetta produzione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta produzione. Mostra tutti i post

mercoledì 28 dicembre 2016

Self Publishing - L'editoria di tutti

"Lo spunto di questa considerazione nasce in seguito alla lettura di un articolo sul self publishing e su come certi autori stiano più attenti alla promozione che al contenuto dell'opera stessa."
Pubblicare un libro è il sogno di milioni di giovani e meno giovani aspiranti scrittori. Quella storia che fa palpitare il cuore, che chiude lo stomaco, che si annida in testa viene annotata su un foglio di carta, trascritta su un foglio word, letta, riletta e corretta, nella punteggiatura, nella grammatica e nel contenuto. Un pensiero cambia forma decine di volte prima di racchiudere il vero senso che l'autore ha voluto attribuirgli.
Salvato il file e riposto in esso la speranza che possa diventare un'opera che possa essere letta da quante più persone possibili, il manoscritto inizia a vivere una seconda vita. Diventa allegato e-mail o malloppo cartaceo che viaggia in direzione di una marea di case editrici che nell'arco di qualche mese possono decidere se farne di esso un prodotto finito o elemento che finisce nel cestino del PC o cibo per il trita documenti.
In questo arco temporale l'autore vive una specie di dimensione parallela tormentata da vortici emozionali e da domande a cui non riuscirà quasi mai a darsi una risposta.
La vergogna si impadronisce del suo viso, in vampate rosee, ogni qualvolta immagina che in quel preciso momento un qualsiasi editore stia ridendo di quelle quattro frasi già sentite e risentite.
L'orgoglio di quando già pensa al seguito della pubblicazione, di quando racconterà ai primi ospiti presenti alla prima dell'opera perché ha voluto trattare quel tema, quale circuito fantastico si nasconde nella trama e di quanto sia orgoglioso per aver raggiunto l'obiettivo, rimarcando con modestia che quest'ultimo è stato reso possibile grazie all'editore e da coloro che hanno creduto in lui acquistandone una copia.
Sogni che solo il 10% degli aspiranti scrittori o pseudo tali riescono ad avverare.
L'editoria è una giungla. Il leone (editore) stermina senza pietà tutte le prede (aspiranti scrittori) e ne salva pochi esemplari. Quelli dotati di un talento cristallino e che in 100 pagine riescono a racchiudere un mondo e quelli che riescono a racimolare qualcosa una volta calato il sole ovvero il cuoco che pubblica le proprie ricette, il calciatore che racconta la sua carriera, il musicista che decide di rompere i coglioni non solo nello scaffale dei CD ma anche in quello "nuove uscite" e tanti altri autori appartenenti a categorie privilegiate. Per l'anonimo aspirante scrittore non c'è posto.
Per colpa di questo stallo editoriale, l'aspirante scrittore, ha solo una scelta, solo una strada da seguire; Il self publishing!
Partiamo dal presupposto che sia nell'editoria classica che nell'auto produzione c'è il prodotto di qualità e quello scadente, che non sempre Baricco e Ammaniti, (qua alzo la voce), hanno dato alla luce capolavori ma comunque anche la loro peggiore performance letteraria la ritroviamo, a costo elevato, nello scaffale di tutte le librerie. La loro meritata fortuna gli permette di avere a disposizione sempre una catena operativa di marketing e di promozione che permette in ogni caso una perfetta riuscita editoriale. Fortuna che chi si auto produce non ha e proprio da questo mio ultimo pensiero mi riallaccio all'articolo letto qualche giorno addietro.
L'autore, lamentava nel self publishing l'esistenza di scrittori che puntano più sulla promozione che sul contenuto dell'opera. Considerava questa tecnica dannosa per l'intera categoria di auto produttori ponendo considerazioni non felici sulla possibilità che questi personaggi, col tempo, possano essere la causa del fallimento del self publishing. Affermazione che non condivido in nessun modo perché:
1- decidendo di percorrere la strada dell'auto produzione, bypassando tutte le figure presenti nell'editoria classica, portiamo a termine un lavoro che solo ed esclusivamente noi riteniamo di ottima fattura e proponibile a un pubblico più vasto. Quindi: chi siamo noi per definirci autori di un buon libro?
2- privandoci dell'aiuto di un ufficio marketing che rappresenta il 90% del successo di un'opera, non è la fortuna che fa balzare il titolo in testa ai best seller degli ePub più venduti su amazon.
3- se hai venduto poche copie senza aver fatto auto promozione rispetto a chi ne ha vendute molte più di te auto promuovendosi in tutti i modi, tu non diventi l'autore di nicchia che può vantarsi di avere al seguito lettori di un certo calibro sputando sentenze verso chi se li conquista smanettando sui social dalle prime luci dell'alba fino a tarda notte. Auto pubblicarsi vuol dire anche questo.
Il self publishing è l'editoria di tutti. E' la possibilità che ognuno vorrebbe avere nella vita. Il sogno di poter raccontare il proprio mondo a quante più persone possibili. Questo può essere un mondo d'amore, di fantasia, un thriller, un mondo di riflessioni, di viaggi, di tecnologia e tantissime altre cose. Poi, dopo tutto il lavoro svolto, il successo è decretato dai lettori, da quei lettori che hanno conosciuto quell'opera anche e soprattutto grazie all'auto promozione mirata, aggressiva, costante e onnipresente.
Il self publishing è un aiuto a chi porta avanti un progetto, a chi assembla varie parti e le fa diventare un unico lavoro e se non diventeremo i nuovi Dante, Leopardi e D'annunzio almeno lasciate che le nostre storie, belle o brutte che siano, entrino nel cuore di chiunque e non perché esteticamente rappresentano capolavori di scrittura e di contenuto ma perché quella storia banale, letta in quel momento particolare, possa dare battito al cuore, sorriso alla bocca e brividi alla schiena del lettore che ha creduto in quel titolo, in quella copertina e in quella dannata quanto beata AUTO PRODUZIONE!

Post più popolari

Visualizzazioni totali