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lunedì 24 giugno 2013

La "Sesta" traccia



Abbiamo ascoltato centinaia di Musicassette, di Cd, di Vinili. Abbiamo imparato a memoria i testi delle canzoni, i titoli e la loro progressione. Abbiamo apprezzato le tracce di maggior successo ma ci siamo innamorati sempre di una canzone in particolare presente in un disco tanto da saperne l'autore, i minuti, i secondi e chi ha preso parte alla composizione.
Quel brano che ti entra dentro per qualche motivo e lo canti fino alla noia, che lo ritrovi puntualmente in una compilation o in una play list.
In tutto questo concitato modo di vivere quel pezzo, forse, un po' a tutti è sfuggito l'alchimia che rende magico quel brano. Il numero della traccia nel disco.
Secondo una regola (quasi) precisa, la traccia numero Sei di ogni disco, nell'era dei Compact Disc, la prima del lato "B" nelle musicassette e nei vinili corrisponde al pezzo che più colpisce l'ascoltatore.
Un elenco di album mostra l'esattezza della regola e qui li andremo a mostrare:

1- Grace di Jeff Buckley. Traccia numero Sei "Hallelujah"
2- The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd. Traccia 1 del lato B "Money"
3- Thriller di Michael Jackson. Traccia numero Sei "Billie Jean"
4- Ten dei Pearl Jam. Traccia numero Sei "Jeremy".
5- A Kind of Magic dei Queen. Traccia numero Sei "Who Wants to Live Forever".
6- Nevermind dei Nirvana. Traccia numero Sei "Polly".
7- Rattle and hum degli U2. Traccia numero Sei "I Still Haven't Found What I'm looking For"
8- Reggatta de Blanc dei Police. Traccia numero Sei "Walking on the Moon"
9- Revolver dei The Beatles. Traccia numero Sei "Yellow Submarine"
10- The Doors dei The Doors. Traccia numero Sei "Light My Fire"
11- Weathered dei Creed. Traccia numero Sei "My Sacrifice"

Questi elencati sono solo alcuni album che mostrato chiaramente quest'alchimia e sicuramente ci saranno altri milioni di album che hanno nascosto nella traccia numero "Sei" il brano di maggior appeal.

sabato 23 giugno 2012

Questi cazzo di anni zero...

C'erano scaffali pieni di vinili, di musicassette, pieni di Compact Disc. C'erano giradischi, radio cassette, radio cassette munite di lettori Cd. C'erano i due lati del vinile da ascoltare a ruota, le registrazioni su nastro da ascoltare una dopo l'altra, il Compact Disc ascoltabile secondo ordine preciso o con la possibilità di alternare i brani secondo gusto personale.
C'erano i volti sulle copertine di Francesco De Gregori, Fabrizio De Andrè, Lucio Dalla, Claudio Baglioni. C'erano tantissimi altri cantautori e non che hanno fatto crescere i nostri genitori sulle note di Rimmel, di Via Del Campo, di 4 marzo 1943, di Questo piccolo grande amore. C'era il testo da leggere direttamente sul libretto della copertina. 
C'erano un disco per l'estate, Roxy bar, Una rotonda sul mare. C'era Red Ronnie che lanciava la musica nelle nostre case, c'era Maurizio Seymandi e il supertelegattone che ci aggiornavano sulle vendite e gli ascolti dei vari artisti. 
C'era la necessità di comprare il nuovo disco del nostro cantante o gruppo preferito per averlo negli scaffali. C'era la poesia che riecheggiava fra le quattro note del giro di Do o fra le virtuose scale di un pianoforte
C'era una generazione che attraversava il '68 guidata da una nuova rivoluzione. 
C'era il Boom economico. 
C'era la lotta armata
C'erano e ci sono brani che durano ancora in eterno.
C'erano e ci sono genitori che nostalgicamente chiedono ai figli vecchi brani, i brani della Bit Generation, da suonare con una chitarra classica o seguendo i MIDI di qualche programma "uccidi musica live". 

Ci sono Hard Disk stracolmi di cartelle File contenenti tutte le discografie dei più disparati artisti, spesso anche degli artisti che c'erano. Ci sono Player virtuali che raccolgono un numero inimmaginabile di brani da riproporre secondo uno schema o secondo una libertà assoluta. 
Ci sono Mp3, Mp4, I-pad, I-pod, tablet e tantissimi altri aggeggi per ascoltare musica. 
Ora non inonda più la stanza ma entra dentro le orecchie direttamente trasportata da auricolari, da cuffie minuscole, da cuffie gigantesche
I testi si scaricano direttamente dai siti internet e si stampano facilmente tramite apposite macchine. 

Ci sono i cantautori, gli interpreti, i gruppi rock, i gruppi Pop-rock, i gruppi indie, i gruppi Ska, i gruppi reggae, ci sono gli Amici di Maria e ci sono i DJ

Ci sono cantautori che portano avanti un pensiero. Ci sono giocolieri di parole che sui profili dei vari social network inseriscono i propri video, i video dei propri concerti delle proprie registrazioni caserecce. 
Ci sono parolieri che hanno tanto da dire, che riflettono in musica i nostri tempi, il nostro modo di amare, di guidare, di bere, di cantare, di sognare, di morire, di imbrogliare, di corrompere. 
Ci sono locali con cinque persone e un cantautore, ci sono locali con cinque persone e un gruppo su di un palco e ci sono piste da ballo con cinquecento ragazzi e un DJ

C'è il calore di una voce rauca, la potenza di una voce acuta. C'è la possibilità di sentire ancora una lirica poetica. 
C'è una chitarra, una chitarra e un basso, una chitarra un basso ed una batteria, una chitarra un basso una batteria e una tastiera. 
Ci sono due casse da 200 Watt, nessuna poesia, nessuna voce calda, nessuna voce acuta, ne il calore ne la potenza. 
C'è un computer e una piastra tecnologica per mixare due canzoni senza interruzione. 
Ci sono Peppe Voltarelli, Daniele Silvestri, Niccolò Fabi, Ligabue, Vasco Rossi e tantissimi altri.
C'è Dente, c'è Brunori Sas, c'è Vasco Brondi e tantissimi altri. 
C'è una leva di giovani zero. C'è la crisi economica e c'è una lotta armata.... al bar
C'è la LEVA CANTAUTORALE DEGLI ANNI ZERO


La lotta armata al bar (V. Brondi)


i cassonetti in fiamme fanno un odore strano
i nostri discorsi seri di ieri intercettati dai finanzieri
gli spacciatori tunisini affittano camere di alberghi vicini alle stazioni
noi siamo egocentrici come i gatti scappati dai condomini

facevi risorgere i binari morti e ricucivi i polsi a tutti
facevi risorgere i binari morti per portarci al discount a fare acquisti
e il problema ripetevi è che sono stati asfaltati i prati e non i preti
guardando i muratori che camminano sui tetti fare ancora i nostri imbarazzanti progetti con i pianeti che ci precipitano in cucina e ci disfano i letti i letti matrimoniali in cui dormiamo da soli come cani investiti come i bambini mangiati dai democristiani
facevi risorgere i binari morti e ricucivi i polsi a tutti
facevi risorgere i binari morti per portarci al discount a fare acquisti
andiamo far la spesa là la lotta armata al bar la lotta armata al bar
gli addetti alla fabbricazione del buon umore sono in cassa integrazione le tue tanto attese mestruazioni e le rivoluzioni e gli interessamenti per le persone più fatiscenti che incontri mentre crollavano i poster
e tu davi da bere a tutti i cani di piazza verdi con i tuoi pianti e gli esaurimenti le telefonate inconcludenti e i nostri voti scarsi rifacciamo le tette ai nostri progetti scadenti restaurando quei momenti quando ci lacrimavano addosso anche i soffitti
e tu correvi su chilometri di scontrini ma non mi raggiungevi

cosa racconteremo ai figli che non avremo di questi cazzo di anni zero?

delle nostre giornate che sono state ristrutturate
di tutti gli altri libertini che sono stati biodegradati
di quando sono arrivati gli artificieri e ci hanno disinnescati e si fermavano i tram per deridermi
e si fermavano i tram per deridermi
i cassonetti in fiamme fanno un odore strano
i nostri discorsi seri di ieri intercettati dai finanzieri
gli spacciatori tunisini affittano camere di alberghi vicini alle stazioni
noi siamo egocentrici come i gatti scappati dai condomini

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